I GRANDI CICLISTI DI UN TEMPO

L’Europa è famosa per i suoi percorsi ciclistici e soprattutto tra Italia e Francia si combatte per la corona di regina di questo sporto, oggi vogliamo fare un viaggio ripercorrendo la storia di alcuni personaggi che hanno fatto del ciclismo un fenomeno mondiale.

I Campioni Stranieri

I GRANDI CICLISTI DI UN TEMPO
I GRANDI CICLISTI DI UN TEMPO

Eddy Merckx (Meensel-Kiezegem, 17 giugno 1945), è un ex ciclista su strada, pistard e ciclocrossista belga. Soprannominato il “Cannibale” per la voglia di vincere sempre e di non lasciare nulla agli avversari.  E’ considerato da molti il più forte ciclista di tutti i tempi, vantando numerosi record, e il miglior sportivo belga di sempre. È uno dei sei ciclisti ad aver conquistato tutti i tre grandi Giri, e l’unico ad essere riuscito a realizzare l’accoppiata Giro-Tour per tre volte (1970, 1972 e 1974); inoltre è l’unico ad aver aggiunto ai tre Grandi Giri la vittoria del Giro di Svizzera, considerato la quarta corsa a tappe per importanza. Nel 1974 vinse, nella stessa stagione, Giro d’Italia, Tour de France e campionato mondiale su strada. È anche uno dei tre corridori ad essere riuscito ad imporsi in tutte le cinque classiche monumento. Al Tour detiene il record di tappe vinte in totale (34) e in una sola edizione (8), e il maggior numero di maglie gialle (111); al Giro vinse invece 25 tappe e vestì di rosa per 77 volte, un record.

I Campioni Italiani

Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960) è stato un ciclista su strada e pistard italiano. Soprannominato “il Campionissimo” o “l’Airone”, fu il corridore più famoso e vincente dell’epoca d’oro del ciclismo ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Formidabile passista, eccezionale scalatore, anche se non dotato di un particolare spunto veloce, era un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su strada.

I Campioni Italiani
I Campioni Italiani

Fra i suoi numerosi successi nelle gare in linea vanno ricordate le cinque affermazioni al Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954), record, le tre vittorie alla Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), e i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone nel 1950. Divenne campione del mondo professionisti nel 1953. Primeggiò anche nel ciclismo su pista: fu campione del mondo d’inseguimento nel 1947 e nel 1949 e primatista dell’ora (con 45,798 km) dal 1942 al 1956. Leggendaria fu la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell’immortalare un’intera epoca sportiva – tanto da entrare nell’immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del 1952. Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana e, a decenni dalla scomparsa, la sua popolarità e fama appaiono immutate.